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Browsing Posts published in May, 2010

DeTelegraaf for iPad

DeTelegraaf for iPad

Finalmente l’iPad e’ sbarcato anche in Italia, e l’App Store si e’ subito popolato delle applicazioni delle maggiori testate giornalistiche italiane, oltre che di qualche rivista.
Provate a scaricarne qualcuna, scegliendo tra Repubblica, Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Il Foglio, L’Unione Sarda, Mac Magazine (ma ve ne sono altre, che non abbiamo scaricato e provato dato che ci son bastati gli snapshot per capire dove saremmo andati a parare): sono tutte esattamente uguali (con La Repubblica che si distingue leggermente dal gruppo).
Non c’e’ nulla di male a che le applicazioni siano uguali, se non fosse che esse sono ben lontane da quel che dovrebbe essere un’app per iPad.
Escludiamo per ora dal gruppo l’app di Repubblica, che merita una trattazione a parte (e una stelletta in piu’ nel rating Apple, cosi’ permettendo di elevarsi dal mediocre 2 stelle alla sufficienza). Le altre si mostrano al pubblico come dei visualizzatori di PDF o meglio di PNG. Optiamo per la seconda scelta, dato che sono app abbastanza veloci (unico vantaggio) ma che di fatto si comportano come dei visualizzatori di un’unica grande immagine sulla quale sono impressionate tutte le pagine del giornale. Quindi la meravigliosa esperienza sensoriale che avrete leggendo questi giornali online sara’ semplicemente lo scroll e lo zoom lungo questo enorme foglio elettronico.
Un po’ poco, soprattutto se si confrontano queste app con quella del New York Times Editor’s Choice, quest’ultima si’ che rende giustizia all’iPad.
Si distingue leggermente La Repubblica +, forse un po’ piu’ lenta nel caricamento, ma che almeno permette di aprire l’articolo nella sua interezza (ahime’ senza immagini, ahime’ senza i link nel caso di rimando alla prima pagina, ahime’ con la disposizione a due colonne e scroll verticale, quando invece la lettura sarebbe facilitata se impostata a libro, si vedano nuovamente NYT o l’app iBooks) e con qualche contenuto multimediale (una bella galleria fotografica, un video).
A nostro avviso queste app cosi’ fatte avranno vita difficile quando i contenuti diventeranno a pagamento, cosa necessaria affinche’ il business dell’editoria sull’iPad diventi profittevole per gli editori. Attualmente forse il business l’hanno fatto i produttori di questa app (trattasi di una start-up italo-californiana) ma di certo non hanno un reso un gran servizio ne’ all’iPad ne’ alle testate nostrane. Questi ultimi da biasimare certamente, poiche’ presi dalla fretta di uscire per primi e del tutto incapaci di capire le potenzialita’ dell’iPad.
Il nostro auspicio e’ che queste applicazioni vengano aggiornate (oserei dire: rivoluzionate) il piu’ presto possibile e ben vengano le fotocopie, ma che non si presentino ancora sullo schermo dell’iPad le fotocopie delle pagine del giornale.

Il Foglio su iPad

Il Foglio su iPad

In un suo post sul blog per Teqnolog.com, Harrison Keely si è accorto che le icone nella sua schermata principale sono quasi tutte blu o nere e quindi decide di analizzare il colore delle icone delle applicazioni per iPhone OS.

Il risultato della sua ricerca è che in più della metà delle icone ( 52%) hanno nel colore una dominante blu o nera.

Harrison ironizza sostenendo che i colori dominanti nelle app siano gli stessi degli indumenti di Steve Jobs durante i keynote ovvero
Jeans blu e maglia nera.

Giochi basati sulla geo localizzazione

Giochi basati sulla geo localizzazione

Secondo il blog del New York Time (http://bits.blogs.nytimes.com/2010/05/13/a-new-entry-into-the-world-of-location-based-games/) Giovedi ‘ scorso, la societa’ Scvngr (si pronuncia scavenger ; rif sito: www.scvngr.com ) ha introdotto una nuova serie di funzionalita’ per  applicazioni mobili che potrebbe essere  un’opportunita’ per giochi basati sulla geolocalizzazione (geolacal di location-based).
In passato, l’azienda ha sviluppato prodotti rivolti principalmente al b2b, partnership con musei e università, tra cui Harvard, MIT e lo Smithsonian National Zoo, per creare piattaforme di gioco basate sulla localizzazione, che permettono ai visitatori di esplorare le istituzioni in modo game-like.
L’azienda porta avanti l’idea che i giochi mobile possono innescare una “sottile linea rossa” tra “interattività e di interazione digitale del mondo reale”,  ed ha ricevuto 4 milioni di dollari di finanziamento da Google Ventures e altre società di venture capital  alla fine del 2009.
Scvngr , nel suo ultimo comunicato stampa, ha affermato di voler debuttare tra applicazioni per iPhone e Android.
L’azienda spera di attirare gli utenti di telefonia mobile per creare i propri giochi per il pubblico o le imprese.
Ecco il comunicato stampa in cui si spiega come questo dovrebbe funzionare:
Si visita un luogo, ad es.  il vostro negozio preferito di burrito, aprite l’applicazione Scvngr e sono riportati un elenco di sfide. Una sfida potrebbe richiedere di scattare una foto per guadagnare punti, un altra per risolvere alcuni enigmi basati sulla localizzazione che i proprietari del negozio hanno aggiunto. E ancora una terzo per fare la ” sfida di Origami” dove si devono scartare con cura i vostri burrito e creare una scultura origami di carta stagnola, Scattare una foto della vostra creazione per guadagnare altri punti.
Seth Priebatsch, co-fondatore della società e il cui titolo e’ “chief ninja”,  ha detto:
“Se si guarda solo lo spazio dei consumatori, abbiamo un offerta completamente diversa da Foursquare, Gowalla e Loopt.” Ha aggiunto che sperava di fare Scvngr “un livello di gioco in cima al mondo”, dove chiunque può creare e giocare.

Secondo questo interessate articolo appena pubblicato su Tuaw (http://www.tuaw.com/2010/05/14/26-of-web-video-is-ready-for-the-ipad/) Mike Schramm sostiene che il 26 % dei filmati presenti su internet è gia pronto per essere fruito da iPad di Apple.

A detta di Mefeedia, azienda che si occupa di produrre statistiche sui video presenti nel web, il 26% dei video e’ pronto per essere visualizzato su iPad. Sebbene questo significhi che ancora il 74% dei video non sia visualizzabile sul nuovo tablet di Apple, fa scalpore il tasso di crescita dei video iPad-compatibili, dato che pochi mesi fa la misura di compatibilita’ si attestava intorno al 10%.
In pratica tutti i nuovi video vengono gia’ forniti in HTML5 o H.264, quindi non piu’ flash, e sicuramente la percentuale e’ destinata a crescere velocemente dato che per la gran parte e’ richiesto un lavoro di conversione dal vecchio formato.
Il sondaggio ha interessato oltre 30.000 diverse sorgenti, e comprende attori del calibro di Hulu, YouTube, DailyMotion e i siti web delle reti TV.
Alla Adobe probabilmente non salteranno di gioia, anche hanno ancora una larga maggioranza del video nel formato Flash ma la trascodifica e’ iniziata…

Un giroscopio all'interno di un telefonino smartphone

Un giroscopio all'interno di un telefonino smartphone

Si rumoreggia da tempo dell’imminente rilascio di uno smartphone dotato di un giroscopio costruito con tecnologia MEMS. Le speculazioni sul produttore del telefono vanno da Apple (con l’imminente iPhone 4G) a HTC e a ST-Ericsson, anche se il segreto e’ cosi’ ben mantenuto da rendere il tutto ancora molto incerto. Quel che e’ abbastanza chiaro invece e’ che entro il 2012 tutti i maggiori produttori di smartphone avranno integrato i giroscopi nei loro dispositivi, questo perche’ questi sensori permettono di introdurre nuove modalita’ nell’interazione utente-dispositivo, in particolare nei settori del gioco e della navigazione in interni (dove il segnale GPS e’ scarso o inesistente) oppure con l’invenzione di nuovi gesti per controllare le funzioni del telefono.
Attualmente una prova pratica del sensore a sei assi (tre assi forniti dall’accelerometro – ormai di serie su tutti gli smartphone – e tre dal giroscopio) e’ data dal controller MotionPlus fornito con la console Wii della Nintendo, permettendo un riconoscimento del movimento piu’ sensibile e preciso che con i soli 3 assi forniti dall’accelerometro, questo perche’ l’accelerometro – che rileva il movimento lineare – da solo non e’ in grado di stabilire la differenza tra gravita’ e movimento, mentre con l’ausilio del giroscopio – che rileva il momento angolare – e’ possibile distinguere le due componenti permettendo una risposta ai movimenti dell’interfaccia utente piu’ sensibile e priva di artifatti. Un altro uso molto comune dei giroscopi in tecnologia MEMS lo si trova nei dispositivi di stabilizzazione di molte macchine fotografiche reflex o cineprese digitali, dato che e’ possibile controbilanciare l’effetto del movimento della macchina tramite uno spostamento in direzione opposta del sensore.
Senza dubbio l’esperienza acquisita nel campo della fotografia verra’ immediatamente riversata, come prima applicazione, negli smartphone, in particolare in quei dispositivi che consentono scatti con risoluzioni superiori ai 5 megapixel, particolarmente sensibili alla stabilita’ dell’immagine.
Nel video un’interessante demo delle applicazioni del chip MPU-3000 di InvenSense sugli smartphone.

ipad inside, vediamo dentro l'ipad

Si è parlato moltissimo dell’iPad, ben poco – se non con speculazioni e “si dice” – del microprocessore al suo interno, l’A4 di Apple. Finalmente UBM TechInsights lo ha analizzato ed è riuscita a ottenere alcuni risultati interessanti.
Innanzitutto è bene ricordare la storia degli sforzi adottati da Apple nei suoi processori a partire dall’introduzione del primo iPhone, datata 2007. Apple da allora ha introdotto due dispositivi mobili all’anno, inizialmente alternando le diverse generazioni di iPhone e iPod Touch (ottenendo così la successione iPhone, iPod Touch di prima generazione, iPhone 3G, iPod di seconda generazione, iPhone 3GS, nuovamente l’iPod ma alla terza generazione, per giungere infine all’iPad, che sarà molto probabilmente seguito dall’iPhone di quarta generazione.
Ora un’analisi sulle tecniche di fabbricazione adottate nei processori di Apple su tutti questi dispositivi ha portato all’interessante conclusione che Apple ha sempre introdotto una nuova tecnologia inizialmente nella famiglia degli iPod per poi portarla al ben più complesso iPhone (che dispone di tutta l’elettronica relativa alla comunicazione cellulare).
I processori usati per gli iPhone di prima generazione e 3G sono di derivazione Samsung a 90nm con integrazione della memoria DRAM. La nuova generazione di processori, introdotta appunto con l’iPod di seconda generazione, ha visto il passaggio alla tecnologia a 65nm, dopodiché con l’iPod di terza generazione si è finalmente arrivati alla tecnologia a 45nm usata anche per l’iPad.
Ora mentre l’identificazione del nodo tecnologico è abbastanza agevole, capire da quale fonderia o da quale produttore derivi tale processo è molto più complicato, tanto che si riesce ad avere un’idea del produttore solamente analizzando dei dati di “contorno”, quali le passivazioni, i dielettrici, e altri dettagli che si comportano da vere e proprie firme del produttore. Grazie a questo UBM è stata in grado di stabilire con buona certezza che i processori di nuova generazione sono stati fabbricati da Samsung: questo primo passo è importante poiché dalle caratteristiche del processo e delle librerie standard fornite con esso è possibile avere una prima idea del grado di innovazione del prodotto e quanto una buona progettazione può aver contribuito alle prestazioni del processore.
Lo studio della dissipazione di potenza del processore risulta essere di particolare interesse, se non altro per le interessanti specifiche dell’iPad, che è in grado di funzionare per 10 ore consecutive con una batteria avente la capacità di 25 Watt-ora.
L’acquisto da parte di Apple delle due società di progettazione PA Semi e Intrinsity ha sicuramente contribuito per le prestazioni velocistiche e di risparmio energetico del processore. Tramite test funzionali e misurando il consumo, si sono potuti stabilire alcuni capisaldi sulle caratteristiche di potenza dell’iPad. Lo schermo LCD ha un consumo compreso tra 1 e 3,5W, a seconda del grado di luminosità del pannello; la scheda madre richiede 1W e assumendo che di questo consumo un valore tra il 50% e l’80% sia imputabile proprio alla CPU, si deduce che quest’ultima assorbe tra 500 e 800mW durante la navigazione Web con connessione Wi-Fi (operazione che richiede 2W di potenza). L’ascolto di musica e la visione di video richiedono complessivamente tra 1,5 e 1,7W, con luminosità dell’LCD ridotta al minimo e di nuovo è possibile giungere a un contributo all’assorbimento da parte della CPU dell’ordine di250-520mW.
Questi numeri sono rivelatori di una CPU progettata per essere efficiente e in linea con alcuni prodotti ARM dalle specifiche analoghe, lasciando però ad Apple il primato dell’introduzione sul mercato di questa classe di dispositivi.
In ogni caso si è dimostrato che la retro-illuminazione dell’LCD è la sezione a maggior consumo di tutto il dispositivo.
Infine si è voluto dare uno sguardo di dettaglio al processore, mediante analisi del silicio e del firmware, per verificare se sono state introdotte innovazioni particolari e meritevoli di brevetto. Per far ciò gli analisti si son serviti di analisi funzionale del layout, permettendo di esplorare il chip fino al livello del substrato e di evidenziare i principali blocchi costitutivi.
L’analisi funzionale del layout ha permesso di identificare diversi blocchi logici e aree di memoria. Partendo dalle specifiche di ARM, è noto che un core Cortex-A8 da 65nm può operare fino a 1GHz; dato che l’A4 dell’iPad ha un processo da 45nm, si evince un notevole sforzo di bilanciamento tra prestazioni e consumi. Inoltre si è avuta conferma del supporto da parte di A4 del set di istruzioni Neon di ARM dedicato al processamento dei media.
Prossime analisi, che includeranno il reverse engineering del chip, consentiranno di stabilire l’apporto delle librerie avanzate di Intrisity per ottimizzare i punti critici del core di ARM.
Senza dubbio molti progressi si otterranno dall’ottimizzazione dei consumi dei driver dei LED, della retro-illuminazione e della sezione ad altra frequenza del dispositivo.

Techrestore disassembla l’iPad in 3 minuti con uno stop motion, e lo rimonta, per mostrare come è fatto all’interno.
i3 Factory sviluppa idee per ipad di apple

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